Estetica di calda e umana perfezione.”
Dopo il pornochic il fetìchic! Un connubio tra il feticismo e il glamour, l’ultimo lusso del potere femminile.
Il fetìchic è una nuova tendenza che la si vede emergere nelle ultime collezioni di moda in cui entra prepotentemente il feticismo, una forma di erotismo, in cui l’apparizione e la soddisfazione del desiderio sessuale sono condizionati dal voyeurismo, dal contatto di un oggetto oppure di una parte del corpo. Ma l’oggetto feticistico può avere una dimensione alienante ed essere associata alla sottomissione. Questi strumenti di sottomissione, di seduzione e di erotismo vengono del tutto recuperati e rivisitati dai grandi marchi del lusso comparendo di frequente su riviste, giornali e mass media. Niente di così esplicito: il rapporto tra il feticismo e il sado-machismo non si riassumono nemmeno nelle pratiche, ma in elementi o situazioni che rimandano a questo concetto attraverso lo sguardo dei dominatori e dei dominati.
La pratica bondage, largamente utilizzata dagli addetti del feticismo, è ripresa nella campagna pubblicitaria della Bluemarine. Donne attaccate per mezzo di corde: l’universo raffigurato è piuttosto leggero ma il significato resta comunque lo stesso. Un universo legato sulla scelta di una femminilità ‘abbondante’, alla sensualità come arma ironica e voglia di mostrarsi, di esibirsi: infatti il riferimento a un certo cinema e certe fantasie è dichiarato. Un gioco totale dei segni in cui la seduzione, l’erotismo, il sex appeal sono messi in scena con l’ironia dell’estremizzazione.

La rappresentazione scenica della sottomissione viene esaltata anche in Jean-Claude Jitrois, il coutuier della pelle, che in questa campagna pubblicitaria presenta una donna vestita interamente in pelle con guanti e mascherina, tipici accessori fetish, in una posizione d’attesa molto suggestiva.
La dama ed il suo frustino, strumento di dominio per eccellenza, è la diva degli shootings e delle campagne pubblicitarie del brand Dsquared, conferendo prestigio al mondo del sado-machismo con elementi propri come la bombetta e la frusta.

Queste nuove amazzoni sexy e dominatrici sono incarnate perfettamente dalla trasgressiva icona per eccellenza di Madonna, immortalata dal geniale Steven Klein nel magazine inglese “W” e successivamente adottate per il suo, come sempre chiacchierato Confession Tour del 2006.

E per finire anche Harvey Nichols, in una campagna pubblicitaria dà la sua visione del dominio femminile. Attraverso un immagine di una donna con un immenso ago a guisa alla testa è pronta a far scoppiare delle teste di uomo a forma di palloncini…Questo equivale a dire, che la donna ha tutto il potere di dominare l'uomo!
Ma stivali e stivaletti, scarponcini e decolté in pelle lucida o PVC ultra brillante, preferibilmente in rosso o nero, con plateau di 3-5 cm e super tacchi vertiginosi in lucite (un materiale inventato dalla ditta americana DuPont negli anni ’30) che arrivano fino a 20 cm, un look irriverente e sadomaso: sono le ultime calzature proposte dai maggiori designer internazionali della moda, dei modelli che forse si adattano più ai set dei film porno, associati a fruste e accessori simili, o alle serate dei popolarissimi locali fetish dell’Europa del Nord. In alcuni anni le scarpe sembrano uscite tutte dritte dai sex shop del quartiere Soho di Londra o Le Pigalle di Parigi. Si ispirano all’estetica erotica delle foto di Helmut Newton, agli accessori di Peter Ingwersen, con delle scarpe alte 23 centimetri comprate in un sex-shop di Copenaghen. “Queste incarnano la versione della ‘donna forte’ e autoritaria; queste scarpe non sono fatte per camminare ma per stendersi.”

Se il fetish rappresentava, fino a qualche tempo fa, un elemento per rendere più piccante una pubblicità, un video musicale o una serata esclusiva, ora questa tendenza è sbarcata nel campo della moda divenendo un elemento popolare per tutti, o quasi.
Quando il rischio diventa tendenza, tutte le marche della moda internazionale prendono spunto da questa per dare una forma a quella fantasia nascosta, ma che è molto visibile.
Qualche esempio? I pesanti stivaletti in pelle di Balenciaga con super zeppa, le scarpe in vernice bianca, nera o lilla di Emilio Pucci, i modelli di Louis Vuitton in pelle e vernice, il decolté di Yves Saint Laurent, la proposta fetish di Tara Subkoff (dietro al marchio Imitation f Christ), gli zatteroni di Chloè, gli stivali allacciati di Jil Sander o quelli borchiati di John Galliano, gli stivali sopra al ginocchio di Versace…
Le signorine di Sonia Rykiel, in quanto ad esse, si ispirano ai film provocatori di Luccico Bunuel ed espongono con le loro scarpe a forma piatta a corregge le civetterie degli abiti-pullover a nas


E se neppure Brioni e Gucci resistono a quel piccolo tocco fetish, sono Donna Karan e Hussein
Chalayan che risultano tra i più “stylish” con proposte di buon gusto: la prima propone un decolté in raso nero che evoca gli anni Cinquanta con laccio alla caviglia; il secondo un modello molto lineare ma originale con iper-zeppa


Torture Garden Clothing
In tempi più recenti il marchio House of Harlot ha affascinato anche le firme celebri della moda, tra le altre Christian Dior e Thierry Mulger, varie celebrità quali Dita Von teese e Alison Goldfrapp, e ha disegnato capi per gli spettacoli di burlesque più famosi di Londra.
In queste recenti collezioni, in voga tutt’ora, il nero è quasi assente, ritornano i colori e impazzano i tacchi in lucite, diventando dei veri e propri gioielli che caratterizzano gli eterei sandali in beige con grandi rose o file di piume di Alexander McQueen, quelli con tacchi scolpiti di Viktor&Rolf, o i più sobri modelli di Narciso Rodriguez e Valentino, con tacchi a cono degradè, sandali in raffia o in pelle colori pastello firmati Brian Atwood che evocano un po’ gli anni Sessanta, e le calzature color cammello di Donna Karan.
I vantaggi di tali calzature (per chi ha il coraggio di indossarle) è quello di sentirsi più alte, più sexy, il dare maggior slancio alla silhoutte e l’acquisire una carica erotica e di carattere.
Ma gli svantaggi sono tanti, a cominciare dal fatto che è spesso impossibile camminare con alcuni di questi modelli.
Le forme e l’altezza eccessiva di alcune calzature potranno causare non solo dolori ai piedi, ma anche alla schiena. Oltre al fatto del danno “fisico”, c’è anche quello “morale”: le femministe sono insorte contro le calzature fetish firmate perché a loro dire rappresentano la sottomissione finale della donna alle fantasie maschili ( e forse anche dalla comodità femminile..).
Ma la moda, si sa, non coincide spesso con ideali morali, né vuole dire comodità e praticità, e le calzature fetish non sono altro che un’altra delle tante follie “scomode” presentate dai maggior designer.


Suggestioni tattili e visive per appagare il desiderio di un edonismo emozionale che è ormai l’irrinunciabile plusvalore di ogni prodotto moda. Superfici fortemente animate, parlanti, emotive, tridimensionali, che vano oltre ogni semplificazione decorativistica per esaltare la percezione assoluta della materia prima.
Proliferazioni organiche, volumetrie geometriche e sapienti ripescaggi dai modi alti dell’arte, saranno le vie di accesso privilegiate per trasmettere un impatto pieno e corposo, per orchestrare con maestria sartoriale una generosa e controllata profusione di materiale, in risposta ad un’imprescindibile esigenza di ricchezza, vissuta e insieme aulica, in cui si identifica il nuovo concetto di un lusso tangibile e sublime.


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